Loecsen — apprentissage des langues en ligne

Primo contatto

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Italiano Spagnolo

Comincia a imparare lo spagnolo dalle prime basi del livello A1 del QCER.

Questo corso gratuito online è pensato per te se parti da zero. Impari a presentarti, fare domande semplici, esprimere un bisogno e capire le risposte più comuni.

Fin dalla prima sessione, ascolta e usa le tue prime espressioni. Queste conoscenze ti serviranno per viaggiare, preparare un trasferimento in Spagna o in America Latina e continuare a imparare la lingua.

La presentazione qui sotto spiega che cosa imparerai, quanto tempo prevedere e quale spagnolo scegliere, con indicazioni di pronuncia e grammatica.

Per proseguire, passa ad Autonomo in 6 mesi, oppure scopri tutti i nostri corsi di spagnolo e scegli il tuo percorso.

Guarda la presentazione

A che cosa ti servirà questo corso?

Vuoi imparare lo spagnolo nel tempo

All’inizio devi collegare tre cose: ciò che senti, ciò che leggi e il suo significato. L’italiano ti aiuta a riconoscere parole scritte come importante, familia e restaurante. Le stesse parole possono sembrarti meno familiari quando le ascolti in una frase pronunciata senza interruzioni.

Lavorare su espressioni brevi ti aiuta a fare questi collegamenti. Cominci a distinguere i confini tra le parole, ricordare costruzioni e riconoscere elementi ricorrenti. Quiero agua e Quiero un café diventano due usi dello stesso schema: quiero seguito da ciò che desideri.

Per un apprendimento duraturo, questo primo repertorio è un punto di partenza. La grammatica diventa più chiara quando puoi collegarla a frasi già note. Proseguirai poi con più vocabolario, letture, ascolti e conversazioni.

Stai preparando un breve viaggio

Prima di partire hai spesso priorità precise: raggiungere l’alloggio, ordinare, capire un prezzo, chiedere informazioni o segnalare un problema. Puoi iniziare dai temi legati a queste situazioni.

Prepara anche la seconda metà dello scambio. Saper chiedere dove si trova la stazione serve poco se non riconosci «a destra» o «sempre dritto». Associa a ogni domanda due o tre risposte possibili. Sarai più preparato a una conversazione reale che imparando soltanto domande.

Anche un soggiorno breve offre occasioni per esercitarti: salutare, ringraziare, chiedere il conto, acquistare un biglietto. Puoi tenere un indirizzo o un numero di prenotazione per iscritto e pronunciare da solo le prime frasi.

Stai pensando di trasferirti in Spagna o in America Latina

Nei primi giorni di un trasferimento ritrovi molte situazioni di viaggio: trasporti, acquisti, alloggio e presentazioni. Preparare questi scambi ti permette di partecipare di più a ciò che succede intorno a te.

In seguito servirà un apprendimento più ampio. Capire un contratto d’affitto, spiegare una situazione lavorativa o seguire più persone che parlano va oltre i primi scambi guidati. Costruisci un vocabolario legato alla tua vita sul posto e conversa regolarmente con persone disposte a riformulare.

Appena conosci la destinazione, comincia ad ascoltare anche voci di quella regione. Non devi aspettare di finire un primo corso per familiarizzare con il modo di parlare dei tuoi futuri vicini.

Che cosa significa «principiante A1»?

Il livello A1 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, o QCER, riguarda i primi usi della lingua: parlare di sé, porre domande semplici e rispondere a bisogni familiari. La comunicazione richiede ancora spesso un interlocutore che parli lentamente, ripeta o aiuti a formulare. 1

Primo contatto si rivolge a questa fase iniziale. Completare un percorso o riconoscerne le frasi in un quiz non dimostra, da solo, tutte le competenze A1. Ascolto, parlato, lettura e scrittura possono svilupparsi a velocità diverse.

Che cosa praticherai nei 17 capitoli?

Ecco i temi e gli scambi che puoi preparare in base alle tue esigenze.

CapitoliQuali scambi preparano?
Espressioni essenziali, Conversazione, ImparareAprire uno scambio, parlare brevemente di te e chiedere aiuto per capire.
Colori, Numeri, Riferimenti temporaliIdentificare qualcosa, riconoscere quantità e parlare di orari o momenti.
Taxi, Trasporti, SpiaggiaPreparare gli spostamenti e alcune situazioni del soggiorno.
Ristorante, Bar, HotelOrdinare, parlare al banco e arrivare nell’alloggio.
Famiglia, Sentimenti, CongedarsiParlare delle persone vicine, esprimere come ti senti e salutare prima di partire.
In caso di problemi, Cercare qualcunoSegnalare una difficoltà o chiedere dove si trova una persona.

Se parti presto, comincia dalle espressioni essenziali, dai numeri e dai temi del soggiorno. Per conoscere la lingua più ampiamente, segui il percorso e torna su ciò che dimentichi.

Quanto tempo serve per acquisire le prime basi?

Puoi usare le prime frasi già dalla prima sessione. Per preparare un viaggio, comincia con due settimane di pratica quotidiana di 15–20 minuti, concentrata su trasporti, alloggio e pasti. Per l’intero corso, considera circa 37–60 ore, ripassi compresi.

Dalla prima sessione: qualche frase da provare

Puoi iniziare salutando, ringraziando, presentandoti e dicendo che parli poco spagnolo. Il primo obiettivo può essere semplice: capire alcune espressioni e provare a pronunciarle senza leggere.

Dovrai recuperarle di nuovo nei giorni successivi. Ripetere un’espressione subito dopo l’audio non significa ancora riuscire a trovarla quando ti serve al banco di un bar.

In due settimane: preparare le situazioni del soggiorno

Con 15–20 minuti al giorno per due settimane hai a disposizione circa tre ore e mezza–quattro ore e quaranta. Dedicale a un piccolo insieme di situazioni probabili.

Questa organizzazione è una proposta da adattare a ciò che ricordi:

PeriodoPratica proposta
Giorni 1–3Salutare, ringraziare, presentarti, dire che non capisci e chiedere di ripetere.
Giorni 4–6Esercitare numeri, prezzi, orari e indicazioni stradali.
Giorni 7–10Preparare trasporti, alloggio e pasti secondo l’itinerario.
Giorni 11–14Simulare gli scambi senza leggere, ripassare le frasi difficili e preparare qualche imprevisto.

Questo calendario organizza la preparazione al viaggio. Non promette il livello A1 in due settimane e non rappresenta una durata media valida per tutti.

Per il percorso completo: un lavoro distribuito su più mesi

Il tempo indicativo di Primo contatto è di 37–60 ore. Se studi ogni giorno, corrisponde a questi intervalli:

Tempo quotidianoPer raggiungere 37–60 ore
10 minuti222–360 giorni, circa 7–12 mesi.
15 minuti148–240 giorni, circa 5–8 mesi.
30 minuti74–120 giorni, circa due mesi e mezzo–4 mesi.

È un calcolo basato sulla stima del corso. La tua scioltezza dipenderà anche dai ripassi, dall’esperienza con le lingue e dalla pratica fuori dagli esercizi. Distribuire il lavoro ti permette di recuperare le espressioni dopo averle in parte dimenticate.

E se parti tra due giorni?

Concentrati su ciò che servirà all’arrivo: cortesia, richieste di ripetizione, destinazione, prenotazione, pasti e aiuto. Prepara nomi di luoghi e informazioni personali. Per orari e prezzi, esercitati a riconoscere le cifre e a chiedere di scriverle.

Potrai approfondire durante il soggiorno. Anche una preparazione breve è utile se scegli frasi che userai davvero.

Come studiare partendo da zero?

Comincia da poche espressioni collegate

Scegli alcune frasi della stessa situazione. Ascoltale guardando testo e traduzione, poi riascolta senza leggere. Prova a riconoscere le parole appena incontrate.

Ripeti ad alta voce. All’inizio puoi dividere la frase, ma riprendila anche intera per ritrovarne il ritmo. Infine, nascondi lo spagnolo e prova a ricordare l’espressione partendo dalla situazione o dall’italiano.

Una sessione di quindici minuti può includere cinque minuti di ripasso, cinque di nuove espressioni e cinque per dirle senza modello. Se le frasi precedenti sono ancora difficili, dedica loro più tempo.

Trasforma una frase memorizzata in una frase tua

Capito Quiero un café, sostituisci un café con agua o un té. In Voy a Madrid, cambia destinazione. Dopo Me llamo…, inserisci il tuo nome.

Questa piccola trasformazione verifica che tu abbia capito la costruzione. Fa emergere anche domande utili: serve un articolo? Il nome è maschile o femminile? Il verbo cambia parlando di un’altra persona? Le spiegazioni grammaticali qui sotto ti aiutano a rispondere.

Usa gli esercizi per individuare le difficoltà

Le attività lavorano su ascolto, riconoscimento del significato e recupero delle espressioni. Super Memory permette di riprenderle.

Quando sbagli, cerca di capire perché. Puoi conoscere una parola scritta e non riconoscerla all’ascolto, oppure capire una frase senza riuscire a produrla. Nel primo caso, riascolta senza testo; nel secondo, prova a formulare la frase prima di mostrare la risposta.

Il giorno dopo, prova prima a ricordare e poi rileggi. Riprendi le stesse espressioni anche qualche giorno più tardi. Un ripasso che richiede un piccolo sforzo ti dice più di una rilettura in cui tutto sembra familiare.

Abbina ogni richiesta a una risposta

Per ¿Cuánto cuesta? — «Quanto costa?» — esercita i prezzi. Per ¿A qué hora? — «A che ora?» — gli orari. Per ¿Dónde está…? — «Dove si trova…?» — alcune indicazioni di luogo.

Prova a interpretare entrambi i ruoli. Puoi chiedere a un’altra persona di scegliere una risposta fra più possibilità: ti abitui ad ascoltare l’informazione, senza recitare un dialogo in ordine fisso.

Leggere e pronunciare lo spagnolo

Lo spagnolo usa l’alfabeto latino, con la lettera ñ. Per chi parla italiano molte parole scritte sono riconoscibili. Il rapporto tra lettere e suoni è abbastanza regolare, ma non tutte le grafie seguono le regole italiane.

Le cinque vocali

Le vocali a, e, i, o, u hanno suoni relativamente stabili. Lo spagnolo non distingue e e o aperte e chiuse come può fare l’italiano. Pronuncia anche le vocali finali e ascolta il loro valore nelle registrazioni.

Non allungare automaticamente la vocale accentata seguendo il ritmo italiano. In pan, il suono della a resta orale e la n si pronuncia. In importante, ascolta l’intera sequenza: la somiglianza con l’italiano non garantisce un ritmo identico.

Le consonanti da osservare

Lettera o gruppoUn riferimento iniziale
hMuta, come in italiano: hola, hotel.
ñSimile a gn in «bagno»: España, mañana.
j, g davanti a e o iUn soffio o una frizione nella parte posteriore della bocca, più o meno marcata secondo l’accento: jamón, gente. La g di gente non si pronuncia come nell’omonima parola italiana.
c davanti ad a, o, u; qu davanti a e, iSuono k: casa, comer, cuatro, queso, quince. La u di que e qui è muta, diversamente da «questo».
c davanti a e, i; zCon la lingua fra i denti in gran parte della Spagna; come s in tutta l’America ispanofona e in alcune regioni spagnole: cinco, zapato. Non come la c italiana di «cinque» né come la z di «zero».
g davanti ad a, o, u; gu davanti a e, iSuono g di «gatto»: gato, goma, guitarra. In guitarra la u è muta; la dieresi la rende udibile in pingüino.
b e vNormalmente non distinguono due suoni come in italiano. Ascolta beber e vivir.
r, rrInterviene la punta della lingua. La rr vibra più a lungo, e anche la r iniziale è forte. Pero («ma») e perro («cane») si distinguono.
ll e yMolti parlanti le pronunciano allo stesso modo, con variazioni regionali: calle, yo. Ll non equivale automaticamente a gli italiano.
chSimile alla c di «cena»: chico, mucho. Non alla ch italiana di «che».

Per la r cerca prima di rendere comprensibili le parole. Se la vibrazione non riesce ancora, continua con le frasi ed esercita il suono separatamente. Non occorre risolvere tutta la pronuncia prima di parlare.

L’accento tonico: quale sillaba mettere in risalto?

In una parola di più sillabe, una porta di solito l’accento principale. In hotel è l’ultima; in casa, la prima.

Per le parole comuni, due regole aiutano a orientarti:

  • Una parola che termina per vocale, n o s è generalmente accentata sulla penultima sillaba: casa, hablan, amigos.
  • Se termina con un’altra consonante, l’accento cade generalmente sull’ultima: hotel, hablar.

L’accento scritto può indicare una posizione diversa: café, inglés, teléfono. Può anche separare due vocali in sillabe diverse, come in día, o distinguere parole: tú («tu») e tu («tuo»).

Segui la sillaba accentata e l’andamento della frase. Pronunciare bene le lettere mantenendo un ritmo interamente italiano può comunque rendere meno riconoscibile il messaggio. 3

Perché il parlato sembra così veloce?

In una conversazione non ci sono pause tra tutte le parole. Alcune consonanti si indeboliscono secondo l’accento e la situazione. Puoi quindi conoscere varie parole senza riconoscere subito l’insieme.

Usa registrazioni brevi: ascolta senza testo, controlla e riascolta. La trascrizione chiarisce ciò che ti è sfuggito. Dopo qualche ripresa, prova a farne a meno.

Capire le grandi linee della grammatica spagnola

Questi riferimenti ti aiutano a leggere le frasi del corso e a costruirne altre. Non sono regole da memorizzare prima di cominciare, né implicano che ogni punto sia insegnato separatamente in Primo contatto. Torna alle spiegazioni quando ti servono.

1. Una frase semplice spesso assomiglia all’italiano

María habla español significa «María parla spagnolo»: soggetto, verbo e complemento. Come in italiano, il pronome soggetto viene spesso omesso, perché la desinenza indica già la persona: Hablo español significa «Parlo spagnolo».

Anche Yo hablo español è corretto. Il pronome yo può sottolineare chi parla o creare un contrasto con un’altra persona. Non occorre inserirlo automaticamente in ogni frase.

Per collegare idee, comincia con y («e»), pero («ma») e porque («perché»): Hablo italiano, pero no hablo español («Parlo italiano, ma non parlo spagnolo»).

2. I nomi hanno genere e numero

Gli articoli determinativi sono el e la al singolare, los e las al plurale. Gli indeterminativi sono un, una, unos, unas.

Molti nomi in -o sono maschili e molti in -a femminili: el libro, la casa. Ci sono eccezioni, come la mano, el día («il giorno») e el problema. Impara ogni nome con l’articolo: il genere italiano non basta. «Il latte» è la leche, «il sale» è la sal.

Il plurale si forma spesso aggiungendo -s dopo una vocale e -es dopo una consonante: casa → casas, hotel → hoteles. Una z finale diventa c davanti a -es: vez → veces. Non si cambiano quindi le vocali finali come in «casa/case».

L’aggettivo concorda: un hotel pequeño, una habitación pequeña, dos habitaciones pequeñas. Alcuni hanno la stessa forma per maschile e femminile: un hotel grande, una casa grande. Al plurale diventano comunque grandes.

L’aggettivo segue spesso il nome, ma la posizione non è del tutto fissa. Memorizza i gruppi di parole senza supporre che ogni ordine italiano si trasferisca invariato.

Más… que corrisponde a «più… di» e menos… que a «meno… di»: Este hotel es más barato que el otro («Questo hotel è più economico dell’altro»). Tan… como esprime uguaglianza: Es tan grande como el otro («È grande quanto l’altro»).

3. Articoli e preposizioni articolate

Lo spagnolo non usa un equivalente del partitivo italiano in tutti gli stessi casi: Quiero agua significa «Voglio dell’acqua», Como pan «Mangio del pane». Non serve tradurre sempre «del», «della» o «dell’».

Due contrazioni sono molto frequenti: a + el diventa al, de + el diventa del. Esempi: Voy al hotel («Vado all’hotel»), la llave del coche («la chiave dell’auto»). Con la rimangono due parole: Voy a la estación, senza una forma equivalente ad «alla».

Incontrerai anche el agua. Agua resta femminile: si dice el agua fría. Alcuni nomi femminili che cominciano con a tonica prendono el immediatamente davanti al nome; al plurale torna las aguas.

4. Dare del tu, usare la cortesia e rivolgersi a più persone

I pronomi principali sono yo («io»), tú («tu»), él/ella («lui/lei»), nosotros/nosotras («noi»), vosotros/vosotras e ustedes («voi», con usi diversi), ellos/ellas («loro»).

Per rivolgersi con rispetto a una persona si usa spesso usted, con il verbo alla terza persona: ¿Habla usted italiano? o ¿Habla italiano? («Parla italiano?»). La funzione è vicina al Lei italiano, ma le abitudini d’uso possono essere diverse.

In gran parte della Spagna, vosotros si usa con più persone a cui si dà del tu; ustedes è più formale. Nell’America ispanofona, ustedes vale normalmente in entrambi i casi. Alcune regioni usano anche vos per una sola persona. 4

La cortesia dipende da paese, età, rapporti e ambiente. Ascolta come gli altri si rivolgono a te. Nel dubbio, una formula cortese e un saluto facilitano lo scambio.

5. I verbi regolari al presente

Gli infiniti appartengono a tre gruppi: -ar, -er e -ir. Ecco tre modelli frequenti:

Personahablar — parlarecomer — mangiarevivir — vivere
yohablocomovivo
túhablascomesvives
él / ella / ustedhablacomevive
nosotros / nosotrashablamoscomemosvivimos
vosotros / vosotrashabláiscoméisvivís
ellos / ellas / ustedeshablancomenviven

Questi modelli ti aiutano a capire Hablo un poco de español, Comemos aquí e Viven en México. All’inizio impara soprattutto a parlare di te, fare una domanda e capire la risposta. Aggiungerai gradualmente le altre persone.

Alcuni verbi frequenti sono irregolari: soy («sono», identità), estoy («sono», stato o luogo), tengo («ho»), voy («vado»), quiero («voglio»), puedo («posso»), sé («so»).

6. Ser, estar e hay: tre usi distinti

Lo spagnolo distingue ser ed estar in molti casi in cui l’italiano usa essere. Non basta tradurre automaticamente ser con essere ed estar con stare.

Ser identifica, classifica o indica un’origine: Soy italiano («Sono italiano»), Es mi hermana («È mia sorella»), Somos estudiantes («Siamo studenti»).

Estar colloca una persona o una cosa, oppure descrive uno stato: Estoy en el hotel («Sono in hotel»), La estación está cerca («La stazione è vicina»), Estoy cansado/cansada («Sono stanco/stanca»).

La distinzione «permanente o temporaneo» non basta. Madrid está en España usa estar pur indicando una posizione stabile. Con certi aggettivi il verbo cambia il significato: Es aburrido significa «È noioso», Está aburrido «È annoiato».

Hay significa «c’è» o «ci sono»: Hay una farmacia cerca («C’è una farmacia qui vicino»). Per localizzare una farmacia già identificata, dici La farmacia está aquí. Hay non cambia al plurale: Hay dos farmacias.

7. Tener per l’età e diverse sensazioni

Tener significa «avere»: Tengo una reserva («Ho una prenotazione»). Come in italiano, si usa per età e alcune sensazioni: Tengo treinta años, Tengo hambre, Tengo sed, Tengo frío («Ho trent’anni, fame, sete, freddo»).

Per altri stati si usa estar: Estoy enfermo/enferma («Sono malato/malata»). Imparare l’espressione completa evita di cercare una corrispondenza unica per ogni verbo italiano.

8. Fare domande e costruire la negazione

Una domanda può mantenere l’ordine dell’affermazione: Hablas español diventa ¿Hablas español? L’intonazione aiuta a riconoscerla. Nello scritto le domande sono racchiuse tra ¿ e ?, le esclamazioni tra ¡ e !.

I primi interrogativi sono qué («che, cosa, quale» secondo la frase), quién («chi»), dónde («dove»), cuándo («quando»), cómo («come»), cuánto/cuánta («quanto/quanta»), cuál («quale») e por qué («perché» nelle domande).

Osserva ¿Dónde está la estación?, ¿Cuánto cuesta? e ¿Cómo te llamas? Il «perché» della risposta si scrive porque: una parola sola, senza accento.

La negazione semplice usa no prima del verbo: No entiendo («Non capisco»), No tengo coche («Non ho un’auto»). No tengo nada («Non ho niente») è una costruzione normale: i due elementi negativi funzionano insieme.

9. Costruzioni per moltiplicare le frasi

Un verbo coniugato seguito da un infinito ti permette di esprimere molte cose senza imparare subito tutti i tempi.

CostruzioneEsempioSignificato
quiero + infinitoQuiero aprender español.Voglio imparare lo spagnolo.
necesito + infinitoNecesito cambiar dinero.Ho bisogno di cambiare denaro.
puedo + infinito¿Puedo pagar con tarjeta?Posso pagare con la carta?
tener que + infinitoTengo que salir.Devo uscire.
ir a + infinitoVoy a quedarme tres días.Rimarrò tre giorni.

Quiero è comune per esprimere un desiderio. Per una richiesta più attenuata, trovi Quisiera… («Vorrei…») o Me gustaría… («Mi piacerebbe…»). Puoi memorizzarle prima come espressioni e studiarne poi la coniugazione.

10. Me llamo, me gusta, lo entiendo: i piccoli pronomi

In Me llamo Ana («Mi chiamo Ana»), me appartiene alla costruzione di llamarse. Con tu diventa Te llamas Ana; con lei, Se llama Ana.

Gustar funziona in modo simile a «piacere»: Me gusta el café significa «Mi piace il caffè». Il verbo concorda con ciò che piace: Me gustan los museos («Mi piacciono i musei»). Davanti a un infinito resta singolare: Me gusta viajar.

Altri pronomi sostituiscono un complemento. Lo entiendo può significare «Lo capisco». Tengo la reserva può diventare La tengo («Ce l’ho»). In Le doy mi pasaporte («Gli/le do il mio passaporto»), le indica la persona che lo riceve.

Con un verbo coniugato questi pronomi stanno generalmente prima: No lo entiendo. Possono unirsi all’infinito: Quiero comprarlo («Voglio comprarlo»). Per cominciare, cerca soprattutto di capire a che cosa si riferiscono.

11. Esprimere il possesso e indicare un oggetto

Mi, tu, su corrispondono a «mio», «tuo», «suo» o «loro», secondo il contesto e la forma di cortesia. Prendono il plurale della cosa posseduta: mi pasaporte, mis documentos. Davanti al nome non aggiungere automaticamente l’articolo italiano: si dice mi pasaporte, non el mi pasaporte.

Este/esta indicano qualcosa di vicino: este billete, esta habitación. Ese/esa e aquel/aquella esprimono altre distanze. All’inizio este/esta ed ese/esa, con un gesto se serve, ti aiutano già in molti scambi.

12. Le preposizioni più comuni

Impara prima alcune associazioni: voy a Madrid («vado a Madrid»), vivo en Madrid («vivo a Madrid»), soy de Italia («vengo dall’Italia»), un café con leche («un caffè con latte»), agua sin gas («acqua naturale»).

Para indica fra l’altro destinazione, destinatario o scopo: Es para ti («È per te»), Estudio para trabajar en España («Studio per lavorare in Spagna»). Por può esprimere causa, passaggio o scambio: Gracias por tu ayuda («Grazie per il tuo aiuto»), Paseamos por el centro («Passeggiamo per il centro»). Il «per» italiano non basta quindi a scegliere: osserva la costruzione.

Noterai anche a davanti a certi complementi di persona: Busco a María («Cerco María»), ma Busco un hotel («Cerco un hotel»).

13. Numeri, ore e date

Per viaggiare, riconoscere i numeri all’ascolto merita tanta pratica quanto recitarli. Comincia da 0 a 20, poi dalle decine: treinta (30), cuarenta (40), cincuenta (50), sesenta (60), setenta (70), ochenta (80), noventa (90).

Da trenta le unità si collegano con y: treinta y dos (32), cuarenta y cinco (45). Da 21 a 29 si scrive una sola parola: veintiuno, veintidós. Cento da solo è cien, poi ciento uno, ciento dos e così via. Mille è mil.

Per l’ora: Es la una («È l’una»), Son las dos («Sono le due»), las dos y media («le due e mezza»), las tres menos cuarto («le tre meno un quarto»). Per gli orari dei trasporti, esercita anche il formato a ventiquattro ore.

Una data può essere el quince de mayo. Giorni e mesi si scrivono normalmente con l’iniziale minuscola. Per i prezzi, associa la frase ascoltata alla cifra scritta; per i numeri di telefono, chiedi di ripetere piccoli gruppi di cifre.

14. Passato, futuro e ciò che imparerai in seguito

Il presente basta per molte richieste, ma presto incontrerai altri tempi. Ecco le funzioni generali, senza dover imparare subito tutte le coniugazioni.

FormaEsempioChe cosa esprime
PresenteVivo aquí.Una situazione attuale o abituale: «Vivo qui».
ir a + infinitoVoy a salir mañana.Un progetto: «Partirò domani».
Pretérito perfecto compuestoHe perdido mi pasaporte.Un fatto passato collegato al presente: «Ho perso il passaporto».
Pretérito indefinidoLlegué ayer.Un evento presentato come concluso: «Sono arrivato ieri».
ImperfettoAntes vivía en París.Una situazione o abitudine passata: «Prima vivevo a Parigi».
Futuro sempliceLlegaré mañana.Un fatto futuro: «Arriverò domani».
CondizionaleMe gustaría visitar el museo.Un desiderio attenuato: «Mi piacerebbe visitare il museo».

L’indefinido è frequente nel parlato. La scelta fra indefinido e perfecto compuesto varia con regione e contesto: non tradurre ogni passato prossimo italiano con he e participio. Inoltre lo spagnolo forma questi tempi composti con haber, anche dove l’italiano usa essere. 11

Per un’azione in corso trovi estar con il gerundio: Estoy esperando («Sto aspettando»). Estoy aprendiendo español presenta l’apprendimento come attività in corso, senza richiedere che tu stia studiando proprio nell’istante in cui parli.

L’imperativo serve anche per dare indicazioni: Mira («Guarda», con tú), Mire («Guardi», con usted). Incontrerai il congiuntivo in desideri, richieste e alcune subordinate: Quiero que venga («Voglio che venga»). Lo imparerai gradualmente; non è un prerequisito per le prime ordinazioni o presentazioni.

Alcune somiglianze ingannevoli con l’italiano

Non tutte le parole simili significano la stessa cosa. Burro è «asino»; il burro italiano è mantequilla. Salir significa «uscire», mentre «salire» è spesso subir. Largo vuol dire «lungo»; «largo» si traduce spesso con ancho.

Distingui anche muy e mucho: muy caro («molto caro»), mucho tiempo («molto tempo»), muchas personas («molte persone»), Trabajo mucho («Lavoro molto»). L’italiano «molto» non corrisponde quindi sempre alla stessa forma.

Queste differenze si ricordano meglio in una frase personale che in una lunga lista di eccezioni isolate.

Spagna, Messico, Argentina: quale spagnolo imparare?

Una lingua comune, più usi regionali

Lo spagnolo di Spagna, Messico e Argentina appartiene alla stessa lingua. Gran parte di grammatica e vocabolario è condivisa. Le differenze riguardano soprattutto pronuncia, alcune parole quotidiane, forme di cortesia e frequenza di certe costruzioni.

«Spagnolo latinoamericano» è un’etichetta pratica, ma non indica un unico accento. Messico, Colombia, Argentina e Cile hanno differenze regionali e sociali interne. Anche Madrid, Siviglia e le Canarie hanno modi di parlare diversi.

«Spagnolo standard» indica un uso ampiamente condiviso, che evita di dipendere da uno slang molto locale. Non significa una voce senza accento o parole ugualmente comuni dappertutto.

Le differenze che noterai per prime

Regione o destinazioneChe cosa può cambiare nei primi scambi
Gran parte della SpagnaDistinzione tra s e z oppure c davanti a e/i; vosotros per più persone in rapporti informali; parole come móvil e ordenador.
Canarie e alcune zone dell’AndalusiaC/z può avere lo stesso suono di s. Alle Canarie ustedes si usa normalmente anche negli scambi informali al plurale.
MessicoTú è comune al singolare e ustedes al plurale. Sentirai celular, computadora e boleto. Gli accenti variano molto all’interno del paese.
Argentina e Uruguay, soprattutto l’area del Río de la PlataVos è frequente al singolare. Vos tenés e vos sos sono forme ordinarie. A Buenos Aires e in parte dell’area rioplatense, y e ll possono ricordare la sc di «scena» o il corrispondente suono sonoro.
CileNel parlato informale trovi forme verbali particolari e consonanti attenuate, fra cui la s a fine sillaba. L’ascolto di voci locali aiuta a riconoscere parole già note.
Colombia e America CentraleL’uso di tú, vos e usted varia secondo regione e rapporti personali. Usted non esprime ovunque la stessa distanza sociale.

Sono tendenze frequenti, non previsioni su ogni abitante. Il Catálogo de voces hispánicas propone esempi locali per andare oltre le etichette nazionali. 8

La pronuncia uguale di ll e y, chiamata yeísmo, è molto diffusa in Spagna e in America. Il suono risultante varia: per questo calle e yo possono cambiare da una registrazione all’altra. 7

Seseo: bisogna pronunciare gracias con una s?

Il seseo consiste nel pronunciare z e c davanti a e/i come s. È l’uso generale nell’America ispanofona, presente anche alle Canarie e in parte dell’Andalusia. È pienamente ammesso. 5

Puoi quindi sentire gracias con questo suono oppure con la consonante prodotta mettendo la lingua fra i denti, comune in gran parte della Spagna. Sono entrambe varianti regionali. Per il Messico il seseo è una scelta coerente; seguendo registrazioni spagnole, impara a riconoscere anche l’altra pronuncia.

Tú, vos, vosotros, ustedes: che cosa imparare?

Tú è molto diffuso per una persona. Vos svolge una funzione simile in diverse regioni americane, con forme a volte diverse: in Argentina tú tienes corrisponde generalmente a vos tenés, tú eres a vos sos. Questo voseo appartiene alla norma di vari paesi, non è un errore. 6

Vos e vosotros non indicano lo stesso numero di persone: vos è singolare, vosotros plurale. Per il plurale nell’America ispanofona, dai priorità a ustedes e alla sua coniugazione: ustedes hablan.

Puoi iniziare con tú imparando anche a riconoscere vos. Se ti trasferisci in una regione dove il voseo è abituale, esercitare quelle forme ti aiuterà a partecipare più naturalmente agli scambi.

Parole da riconoscere secondo la destinazione

SignificatoUso frequente in SpagnaUsi frequenti in diversi paesi americani
Cellularemóvilcelular
Computerordenadorcomputadora, computador
Succo di fruttazumojugo
Automobilecochecarro, auto, anche coche secondo il paese
Biglietto di trasportobilleteboleto, pasaje, secondo paese e mezzo
Appartamentopisodepartamento, apartamento

Queste equivalenze non sono esclusive. Una parola può essere capita pur essendo meno abituale sul posto, e il significato può dipendere dalla situazione.

Un caso utile prima di viaggiare: in Spagna coger significa spesso «prendere», per esempio un autobus. In Messico, Argentina e altri paesi ha anche un significato sessuale volgare. Per «prendere l’autobus», tomar el autobús evita questa difficoltà. 10

Lo spagnolo di Primo contatto è adatto al tuo progetto?

Per un soggiorno o un trasferimento in Spagna, il modello del corso corrisponde direttamente alla destinazione. Incontrerai comunque accenti e modi di parlare diversi dalle registrazioni.

Per il Messico o un altro paese dell’America ispanofona, le costruzioni e gran parte delle espressioni ti serviranno. Aggiungi ascolti locali, vocabolario del paese e ustedes per il plurale. Per l’Argentina o altre regioni dove vos è abituale, familiarizza anche con questa forma.

Se non hai ancora una destinazione, puoi iniziare con il modello proposto. Verbi, costruzioni e vocabolario condiviso resteranno utili quando il progetto si preciserà. Non dovrai ricominciare da zero per cambiare regione.

Spagnolo e castigliano sono lingue diverse?

Español e castellano possono indicare la stessa lingua. Castellano può avere un senso più specifico secondo il contesto, per esempio riferendosi alla Castiglia o distinguendo lo spagnolo dalle altre lingue di Spagna. 9

Catalano, basco e galiziano sono lingue distinte, che convivono con lo spagnolo. Se ti trasferisci in una regione dove un’altra lingua fa parte della vita quotidiana, conoscerla può rientrare nel tuo progetto.

I primi scambi da preparare prima di un viaggio

Gli esempi seguenti completano i temi del corso e mostrano come proseguire dopo la tua prima frase.

Dire che sei principiante e ottenere una risposta comprensibile

SpagnoloItaliano
Estoy aprendiendo español.Sto imparando lo spagnolo.
Hablo un poco de español.Parlo un po’ di spagnolo.
No entiendo.Non capisco.
¿Puede repetir, por favor?Può ripetere, per favore?
¿Puede hablar más despacio?Può parlare più lentamente?
¿Puede escribirlo?Può scriverlo?
¿Qué significa esta palabra?Che cosa significa questa parola?
¿Cómo se dice esto en español?Come si dice questo in spagnolo?

Le richieste con puede usano la cortesia usted. Con una persona a cui dai del tú diventano ¿Puedes repetir?, ¿Puedes hablar más despacio? e ¿Puedes escribirlo?

All’arrivo in hotel

— Buenas tardes. Tengo una reserva a nombre de Martin.
— Buon pomeriggio. Ho una prenotazione a nome Martin.

— ¿Para cuántas noches?
— Per quante notti?

— Para tres noches.
— Per tre notti.

Prepara nome, numeri e possibili risposte: richiesta del passaporto, orario di partenza, numero di camera. A nombre de… si riutilizza senza cambiare tutta la frase.

Chiedere indicazioni

— Perdone, ¿dónde está la estación?
— Mi scusi, dov’è la stazione?

— Siga recto y gire a la derecha.
— Prosegua dritto e giri a destra.

— ¿Está lejos?
— È lontana?

— No, está a diez minutos a pie.
— No, è a dieci minuti a piedi.

Impara insieme a la derecha («a destra»), a la izquierda («a sinistra»), recto («dritto»), cerca («vicino») e lejos («lontano»). Puoi chiedere anche ¿Puede mostrarme dónde está en el mapa? — «Può mostrarmi dov’è sulla mappa?»

Ordinare e chiedere di pagare

— Quisiera un café, por favor.
— Vorrei un caffè, per favore.

— ¿Solo o con leche?
— Nero o con latte?

— Con leche, gracias.
— Con latte, grazie.

Alla fine: La cuenta, por favor («Il conto, per favore»), poi ¿Puedo pagar con tarjeta? («Posso pagare con la carta?»). Riconoscere en efectivo («in contanti») ti permette di capire un’altra possibilità di pagamento.

Acquistare un biglietto

— Un billete para Madrid, por favor.
— Un biglietto per Madrid, per favore.

— ¿De ida o de ida y vuelta?
— Solo andata o andata e ritorno?

— De ida y vuelta.
— Andata e ritorno.

Billete è comune in Spagna. Secondo la destinazione puoi trovare invece boleto o pasaje. Prepara anche data, ora desiderata e domanda sul luogo di partenza.

Segnalare un problema

Puoi usare Necesito ayuda («Ho bisogno di aiuto»), Estoy perdido/perdida («Mi sono perso/persa»), He perdido mi pasaporte («Ho perso il passaporto»), Necesito un médico («Ho bisogno di un medico»).

Prepara le parole della tua situazione personale. Per informazioni sanitarie precise, una traduzione scritta verificata può completare ciò che sai dire. Una frase memorizzata non basta sempre a capire tutte le domande successive.

Salutare al momento giusto

Hola si adatta a molte situazioni. Buenos días si usa al mattino, buenas tardes nel pomeriggio, buenas noches la sera o di notte, con abitudini orarie diverse secondo il luogo. Gracias, por favor e hasta luego servono fin dai primi scambi.

Prima di fare una domanda a uno sconosciuto, un saluto e perdone ti aiutano a iniziare. La cortesia non richiede una frase lunga.

Come capire se riesci a usare le basi apprese?

Un buon punteggio su espressioni note è un’informazione, ma non dice tutto su ciò che saprai fare altrove. Per verificare i progressi, cambia leggermente situazione o parole.

Prova senza leggere una risposta preparata:

  • Presentarti in tre o quattro frasi e poi cambiare nome o città.
  • Dire che cosa vuoi ordinare e capire una domanda semplice sull’ordinazione.
  • Chiedere un prezzo, riconoscere importi diversi e chiedere di ripetere se serve.
  • Capire una breve indicazione stradale in un ordine non memorizzato.
  • Spiegare dove vuoi andare e quando vuoi partire.
  • Segnalare che non hai capito senza abbandonare subito lo scambio.

Ricordare un’espressione dopo qualche secondo è già diverso dal doverla rileggere. Capirla con un’altra voce significa riconoscerla oltre la registrazione familiare. Sostituire una parola senza perdere la costruzione è un primo passo verso frasi tue.

Quando passare al tema successivo?

Puoi proseguire quando capisci le espressioni studiate e ne ricordi una parte senza aiuto. Mantieni le più difficili nel ripasso. Aspettare di non sbagliare mai può tenerti troppo a lungo lontano da parole utili in altre situazioni.

Che cosa fare se dimentichi molto?

Riduci le novità e scegli frasi legate alla tua vita. Controlla che il significato fosse chiaro e che tu avessi provato a ricordare senza guardare. Riprendi poi la frase in una piccola situazione: ordinazione, arrivo o presentazione.

Se confondi parole simili, confrontale in due frasi brevi. Se un’espressione intera resiste, dividila e ricomponila. La difficoltà può dipendere da lunghezza o suoni, non soltanto dal significato.

Che cosa fare dopo Primo contatto?

Continuare a imparare la lingua

Quando i primi scambi diventano familiari, amplia ciò che puoi raccontare: giornata, gusti, lavoro, esperienze e progetti. Aggiungi testi brevi e conversazioni in cui scegli tu le parole.

Su Loecsen puoi continuare con Autonomo in 6 mesi. Il percorso propone lo spagnolo di Spagna e dell’America Latina su una base standard. Scegli la variante adatta al tuo progetto e aggiungi ascolti del paese o della regione che ti interessa.

Preparare un trasferimento

Costruisci un repertorio per pratiche e vita quotidiana: casa, appuntamenti, lavoro, scuola, vicinato. Esercitati a spiegare una situazione in più frasi e rispondere a domande di precisazione. Telefono e conversazioni di gruppo meritano una pratica specifica, perché offrono meno indizi di uno scambio semplice faccia a faccia.

L’obiettivo diventa capire senza poter prevedere tutto. Un interlocutore abituale, un insegnante o scambi regolari sul posto possono aiutarti a fare questo passo.

Accompagnare lo studio scolastico

Puoi affiancare registrazioni ed esercizi alle lezioni per praticare vocabolario e ascolto. Scegli i temi in funzione di ciò che studi in classe. Tutti i percorsi disponibili in italiano sono nella pagina Corsi di spagnolo.

Domande pratiche

Il corso è gratuito?

Lezioni, registrazioni, quiz e Super Memory sono accessibili gratuitamente online, con limiti d’uso. Le opzioni a pagamento includono download MP3 e PDF e rimozione della pubblicità. Le condizioni attuali sono indicate nel servizio.

Serve un account?

Un account permette di salvare i progressi e ritrovarli nelle sessioni successive.

Puoi studiare senza connessione?

Il percorso interattivo funziona online. Gli MP3 e PDF dell’offerta a pagamento permettono di riascoltare e rileggere offline, ma non riproducono tutti gli esercizi interattivi.

Serve un microfono?

Puoi ascoltare e ripetere ad alta voce senza registrarti. Il riconoscimento vocale dipende dal browser e dall’accesso al microfono. Il suo risultato, da solo, non è una valutazione completa della pronuncia.

Puoi imparare soltanto ascoltando?

L’ascolto aiuta a riconoscere suoni ed espressioni. Per ritrovare una frase quando parli, esercitati anche a produrla senza modello. Per leggere orari, compilare moduli o scrivere messaggi, aggiungi lavoro scritto.

Devi imparare tutta la grammatica prima di parlare?

Puoi usare No entiendo prima di saperne spiegare la coniugazione. Una regola serve quando ti aiuta a capire una frase o costruirne un’altra. Alterna pratica e spiegazioni senza aspettare di conoscere tutto il sistema.

Lo spagnolo è facile per chi parla italiano?

Vocabolario comune e molte costruzioni danno un vantaggio iniziale. Pronuncia, comprensione orale, falsi amici, pronomi e distinzioni come ser/estar richiedono comunque attenzione. Capire presto un testo semplice non significa seguire con la stessa facilità una conversazione, né parlare spagnolo sostituendo soltanto qualche parola italiana.

Puoi iniziare da solo o riprendere dopo anni?

Puoi cominciare con audio ed esercizi. Dopo una lunga pausa, verifica sia ciò che riconosci all’ascolto sia ciò che sai produrre: i ricordi di lettura possono essere più forti delle abitudini orali. Gli scambi con altre persone ti aiuteranno poi con risposte impreviste e correzioni.

Un attestato del corso dimostra il livello A1?

Un attestato documenta la partecipazione o il completamento secondo le condizioni del corso. È diverso da una certificazione linguistica basata su una valutazione separata delle competenze. Se un ente richiede un livello ufficiale, verifica quale certificazione accetta.

Da dove iniziare oggi?

Apri le espressioni essenziali. Scegli alcune frasi per salutare, presentarti e chiedere di ripetere. Ascolta, pronunciale ad alta voce e prova a ricordarle senza testo. Nella sessione successiva verifica che cosa ricordi prima di aggiungerne altre.

Fonti e risorse linguistiche

Gli esempi e i programmi di studio di questa presentazione accompagnano i tuoi primi passi. Queste fonti permettono di approfondire livelli, grammatica e differenze regionali.

  1. Consiglio d’Europa — Scala globale del QCER. Per capire il livello A1 e le differenze rispetto ai livelli successivi.
  2. Instituto Cervantes — Inventario grammaticale A1–A2. Per inquadrare le prime competenze grammaticali. L’inventario non descrive i contenuti di Primo contatto.
  3. Instituto Cervantes — Pronuncia e prosodia A1–A2. Riferimenti su suoni, accento e intonazione.
  4. RAE–ASALE — Usted. Forme di cortesia e plurale ustedes.
  5. RAE–ASALE — Seseo. Distribuzione e riconoscimento di questa pronuncia.
  6. RAE–ASALE — Voseo. Usi di vos e principali forme associate.
  7. RAE–ASALE — Yeísmo. Convergenza della pronuncia di ll e y.
  8. Instituto Cervantes — Catálogo de voces hispánicas. Descrizioni ed esempi regionali, fra cui: Buenos Aires, Ciudad de México, Santiago de Chile, Las Palmas de Gran Canaria.
  9. RAE–ASALE — Español. Le denominazioni español e castellano.
  10. RAE–ASALE — Coger. Significati e indicazioni geografiche.
  11. RAE–ASALE — Pretérito perfecto compuesto de indicativo. Usi del tempo e variazioni geografiche.

Programma del corso – Cosa imparerai

Livello 1 — Le prime parole

  1. Espressioni essenziali 2-3H • 63-95D • 20-30 sessions
  2. Conversazione 0-0H • 59-89D • 0-0 sessions
  3. Imparare 1-2H • 61-92D • 10-15 sessions
Vedi tutti i livelli (6)
4.8
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